KNOWLEDGE GAPS IN CARDIOVASCULAR CARE OF THE OLDER ADULT POPULATION: IL COMMENTO DI FRANCESCO VETTA

02 Settembre 2016

KNOWLEDGE GAPS IN CARDIOVASCULAR CARE OF THE OLDER ADULT POPULATION.
Un documento condiviso dall’American Heart Association, l’American College of Cardiology e la American Geriatrics Society.

Il progressivo invecchiamento della popolazione sta creando la necessità di nuovi approcci diagnostici e terapeutici volti non solo alla complessità della patologia quanto a quella del paziente in toto. Quantunque la elevata morbidità e mortalità cardiovascolare del soggetto anziano si associ in genere ad un beneficio clinico netto, per cui un trattamento aggressivo nell’anziano è associato a miglior efficacia rispetto alle classi di età più giovani (come espresso da un minor NNT evidenziato in studi prevalentemente osservazionali), prevale un anacronistico atteggiamento ageistico che porta a reputare come ineluttabile per la persona anziana la disabilità, la fragilità ed il fatto che sia rischioso, inutile o addirittura svantaggioso il ricorso a procedure diagnostico-terapeutiche non sempre invasive, lasciando senza risposta quei pazienti che ne potrebbero beneficiare. Infatti, a fronte della sicura carenza di dati in letteratura sulla popolazione anziana, Daniel Forman et al.

In un review article del 2011 mettevano in evidenza la necessità di un nuovo paradigma nelle cure cardiologiche del paziente anziano, basato sull’esigenza di focalizzare l’attenzione non sulla patologia acuta in atto ma sulla complessità generale del paziente, tenendo in debita considerazione aspetti come la comorbidità, la polifarmacoterapia, la fragilità, lo stato cognitivo, affettivo e funzionale del paziente al fine di individuare percorsi di cura personalizzati, basati su valutazioni del rapporto rischio beneficio, al fine di evitare o ridurre al minimo le ospedalizzazioni e di favorire il passaggio tra ambiti a diversa intensità di cura. In questa ottica appare particolarmente interessante questo articolo che evidenzia con precisione i gaps culturali delle linee guida attuali riguardo alcune patologie cardiovascolari del soggetto anziano quali la cardiopatia ischemica in fase acuta e non, lo scompenso cardiaco, le aritmie sopraventricolari e ventricolari, le valvulopatie, le arteriopatie periferiche e le patologie cerebrovascolari.

La patomorfosi età relata nella eziopatogenesi e nell’espressione clinica di numerose patologie cardiovascolari nel soggetto anziano viene accuratamente messa in risalto dal presente articolo che ha il pregio di permettere una puntualizzazione non solo sui percorsi di assistenza al paziente anziano, ma anche su quelli di ricerca dei prossimi anni.
 

Francesco Vetta - Direttore U.O. Cardiologia Ospedale Israelitico (Roma)

 

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