Al via la XII Giornata Mondiale contro l'ipertensione

02 Maggio 2016

Il 17 maggio è la XII Giornata Mondiale contro l’ipertensione, una giornata speciale per ricordare in tutto il mondo quanto sia importante monitorare la propria pressione, e per informarli sulle procedure per farlo e sulla prevenzione per mantenerla entro i livelli di allarme.

La pressione sanguigna normale a riposo è compresa tra i 100 e i 140 mmHG di sistolica e tra i 60 e i 90 mmHg di diastolica. L’ipertensione arteriosa si ha quando la pressione è frequentemente pari o superiore ai 140/90 mmHg: un fattore di rischio per patologie a carico dell’apparato cardiovascolare.

Ogni anno, nel mondo, l’ipertensione arteriosa causa 7,5 milioni di decessi, e sono 16 milioni gli italiani affetti da ipertensione arteriosa (il 33% degli uomini e il 31% delle donne, in particolare dopo la menopausa), una condizione che si caratterizza per l’elevata pressione del sangue nelle arterie e che può causare complicanze cardiovascolari gravi, come infarto e ictus: lo ricorda anche la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA).

Nell’occasione della XII Giornata Mondiale contro l’ipertensione, nelle piazze di numerose città italiane oltre che in diversi ambulatori e centri specializzati, chiunque potrà farsi misurare la pressione in modo gratuito, senza la necessità di presentare l’impegnativa del medico curante, ottenendo anche una valutazione del proprio profilo di rischio e delle indicazioni utili per un corretto stile di vita.

«L'ipertensione arteriosa è la principale causa di malattie cardiovascolari (infarto del miocardio, ictus cerebrale, scompenso cardiaco), che in Italia provocano 240 mila morti ogni anno, pari al 40% di tutte le cause di morte.» -spiega il professor Gianfranco Parati, presidente dalla SIIA – «Inoltre, essa predispone anche allo sviluppo di malattie renali, di demenza e di nuovi casi di diabete. Tutti i dati epidemiologici più recenti hanno documentato una elevata prevalenza della ipertensione arteriosa in tutto il mondo. In Italia ne soffre il 30% della popolazione, ovvero 15-16 milioni di persone ma nonostante la disponibilità di terapie efficaci per la grande maggioranza dei casi, solo un paziente iperteso su 4 è adeguatamente curato».